Ripercorriamo insieme le fasi esecutive di un affresco

Come in tutti i progetti, si parte dal tema da rappresentare, spesso sin troppo illustrato da artisti di tutti i tempi, che quindi deve essere riproposto con la propria impronta interpretativa.
Passando alla parte strettamente tecnica, il bozzetto preparatorio è una delle fasi più importanti per l’impostazione dell’opera. Da qui abbiamo il primo impatto con l’insieme dell’opera (figura Virtù Cardinali e Quattro Stagioni).

La composizione si deve articolare su una struttura che deve rendere leggibile l’opera nei suoi significati anche più nascosti; deve avere equilibri compositivi e coloristici ed aiutare l’artista nei suoi scopi illusionistici.

Una volta deciso il soggetto da rappresentare si inizia ad impostare il disegno sommario sull’arriccio definendo gli spazi utili e , di conseguenza, l’ingombro dello spazio delle figure da dipingere.
Sui cartoni si disegnano i personaggi a grandezza naturale.
Questa fase sostituisce quella della sinopia, cioè quella dei disegni fatti direttamente sull’intonaco (l’arriccio), trattati con il color sinopia, da cui il nome.
Dal cartone si ricava il disegno che deve essere trasportato sull’intonaco fresco da dipingere.

Nell’esempio pratico, dopo l’esecuzione dei bozzetti, e quindi dei cartoni preparatori in studio, ho esposto tutto all’interno dell’abside per posizionare al meglio l’altezza dele figure rispetto all’altare della Chiesa. La figura umana, per la sua complessità, necessita di uno studio a pastello del particolare della testa più approfondito .

Il muratore ha un ruolo molto importante per la riuscita dell’affresco.

Sempre nell’esempio pratico, infatti, la parete ha subito una lunga preparazione prima di arrivare al momento dell’esecuzione dell’affresco stesso. Nel caso specifico, le parete presentava intonaci marci e poco aderenti al soffitto , che sono stati demoliti e rifatti con un intonaco tecnicamente denominato “arricciato” o più comunemente “arriccio”, composto da calce e sabbia di fiume grossa e ben lavata, vale a dire senza alcuna impurità e con le giuste dosi: due parti di sabbia e una di calce.

Prima di stendere l’arriccio, bisogna conservarlo all’umido per qualche giorno e poi stenderlo sul muro inumidito. Lo spessore si aggira intorno ad 1 centimetro. A questo punto, l’arriccio deve asciugare bene per poter assorbire l’umidità dell’intonaco che il muratore dovrà stendervi sopra: questo è il “velo”, cioè uno strato sempre di calce e sabbia, questa volta però più fine di quella dell’arriccio, ma con le stesse proporzioni di 2/1.

Si applica l’intonaco soltanto per quella porzione che si pensa di dipingere nella giornata, in quanto la calce ha una durata limitata.

La stagione più adatta per eseguire un affresco è l’inverno. Col tempo umido, l’intonaco asciuga più lentamente e dà così al pittore maggior tempo per dipingere a fresco.

Occorre inoltre stendere e tirare con la mestola americana un velo di grassello, per rendere più compatta e omogenea la superficie. Lo “spolvero” già precedentemente preparato viene appoggiato sull’intonaco fresco quindi ricalcato con la matita, facendovi una leggera pressione. Questo procedimento fa in modo che sull’intonaco vi rimanga un leggero solco e nello stesso tempo un segno rosso ossido.

Il cartone preparatorio si deve sporcare in precedenza sul retro con un pastello a carboncino di quel colore (metodo denominato “ a trasporto diretto”) e tale metodo si differenzia dallo spolvero più classico, perché non lascia solchi sull’intonaco, bensì richiede che si facciano dei buchi sul contorno del disegno per lasciar passare il pigmento sul muro.
Il colore sul muro, a sua volta, si trasmette attraverso un sacchetto pieno di pigmento, detto “ il tampone”, che occorre picchiettare per trasmettere così sull’intonaco la riproduzione esatta a puntini della figura disegnata sul cartone preparatorio.

Si passa alle prime pagine del colore, uniformando la superficie con una velatura di colore rosso ossido per non far bruciare il colore , cioè per non far schiarire oltremodo i toni chiari e per fare trasparire questo tono di sottofondo, invece del colore dell’intonaco sulle pennellate più trasparenti.
I colori, pigmenti puri, sono diluiti con acqua distillata per non trasportare all’interno dell’intonaco impurità che nel tempo potrebbero danneggiarlo.
Per il bianco si adopera il “bianco di San Giovanni”, cioè il grassello di calce sottoposto ad una accurata macinazione e spento lasciandolo riposare a lungo nell’acqua per consentire una idratazione omogenea.

I primi toni dell’affresco applicati sull’intonaco sono più densi dei successivi, solo con acqua e pigmento. Molti usano trattare il colore sin dalle prime fasi come se fosse un acquerello, applicandolo a velature.

Come si fa a fissare il colore sull’intonaco se il colore, o meglio, il pigmento non è fissato da nessun legante chimico o naturale?
Il colore nell’intonaco ancora umido, si combina con i gas carbonosi dell’aria e si trasforma in carbonato di calcio, divenendo una superficie compatta che chiude in sé il colore.

Il carattere dell’esecuzione dell’affresco è la rapidità.
A completamento dell’affresco, si eseguono le ultime velature per aggiustare i rapporti del colore e per una migliore plasticità della figura.
Il muro ogni tanto viene bagnato con una spruzzata di acqua distillata per prolungare il prosciugamento dell’intonaco e per aiutare il colore a penetrarvi sempre più in profondità.

Alla fine della giornata il colore non viene quasi più assorbito dall’intonaco e, a questo punto, si deve quindi porre fine all’esecuzione dell’affresco. Sempre a fine giornata, si asportano con una spatola le parti di intonaco che sovrabbondano al disegno eseguito.

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